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La Carta di Bologna

"Il danneggiato ha diritto all’integrale risarcimento del danno"

Cos’è la Carta di Bologna

La Carta di Bologna è un documento redatto e sottoscritto da dieci associazioni e comitati di livello nazionale nel gennaio del 2014, in opposizione alle disposizioni di legge in tema di RC Auto del Decreto Legge n.145 del 23.12.2013 (Decreto Destinazione Italia).

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La motivazione e l’obiettivo

In sintesi, il Decreto Legge n. 145/2013 è stato considerato dai promotori della Carta di Bologna come un dispositivo teso a favorire ancora una volta le compagnie assicurative a discapito degli assicurati e delle vittime della strada. L’obiettivo della Carta di Bologna è dunque quello di rendere il mercato assicurativo più concorrenziale e garantire la tutela dei diritti degli assicurati.

La posizione di Federcarrozzieri

Federcarrozzieri critica le misure che consentono all’assicuratore di decidere le condizioni di mercato dell’autoriparazione, riducendo i già residui margini di impresa. La conseguenza è un inevitabile abbassamento degli standard qualitativi e di sicurezza delle riparazioni.
Secondo Federcarrozzieri, la creazione di un percorso obbligato o comunque privilegiato verso le imprese (carrozzerie) fiduciarie spingerà le imprese (carrozzerie) indipendenti fuori dal mercato, togliendo capacità contrattuale al sistema.
In sostanza, l’artigiano carrozziere verrebbe trasformato in terzista sotto il diretto controllo del sistema assicurativo, con il conseguente impoverimento di tutto il settore della riparazione.
CNA, Confartigianato e Casartigiani hanno espresso le medesime posizioni su tale argomento.

I 13 punti della Carta di Bologna
  1. Portabilità delle polizze, ovvero possibilità di disdetta della stessa dopo un anno (sul modello della Legge Hamon, approvata in Francia su proposta del ministro Benoît Hamon).
  2. Riduzione tasso concentrazione sul mercato delle compagnie assicuratrici.
  3. Reale indipendenza di Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) e Antitrust.
  4. Rottamazione indennizzo diretto.
  5. Libertà di scelta del riparatore (Legge Hamon).
  6. Libera circolazione dei diritti di credito.
  7. Tutela delle Vittime con integrali risarcimenti.
  8. Libertà di scelta nelle cure.
  9. Libertà di valutazione del medico legale.
  10. Pene certe per i pirati della strada.
  11. Attenzione alla sicurezza attiva e passiva.
  12. Agenzia antifrode in campo assicurativo.
  13. Terzietà nella valutazione del danno.
Soggetti promotori della Carta di Bologna

Associazione Familiari Vittime Strada, Assoutenti, Comitato Unitario Patrocinatori Stragiudiziali Italiani, Federcarrozzieri, Sindacato Italiano Specialisti in Medicina Legale e delle Assicurazioni, Commissione RC dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura, Unione Avvocati Responsabilità Civile e Assicurativa, Sportello dei diritti, Associazione Mo Bast!, Associazione Valore Uomo.

Per maggiori informazioni e per firmare la Carta di Bologna: www.cartadibologna.org

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